EDILIZIA. IL LEGNO E’ IL FUTURO

Sempre più spazio al legno in edilizia: una netta evoluzione che sebbene sia già una realtà consolidata per i paesi del Nord Europa inizia a manifestarsi in modo significativo anche dalle nostre parti.

L’Italia si è posizionata come quarto riferimento in Europa per la produzione di prefabbricati in legno. E’ questo l’importante risultato pubblicato nel “2° Rapporto case ed edifici in legno 2015” del Centro Studi Federlegno Arredo Eventi.

Un dato che fa riflettere non solo sul trend che impone maggiore attenzione a questo materiale, ma anche alle alte potenzialità che il nostro Paese può sviluppare nel settore edilizio.

Basti pensare che attualmente il 7% delle abitazioni è in legno. Forse non ce ne accorgiamo perchè da un punto di vista estetico sono rifinite non esclusivamente come le tradizionali baite, ma con rivestimenti che le rendono poco identificabili rispetto alle altre abitazioni.

 

Si va diffondendo la “voglia di legno” per tante ragioni: maggiore attenzione all’ambiente e alla salute, velicità di realizzazione e  semplicità di trasporto dei pezzi da assemblare.

I vantaggi sono soprattutto legati al risparmio energetico visto che il legno è un ottimo isolante termico e alla sostenibilità del legno, materiale facilmente riciclabile e rinnovabile.

Ottime anche per la sicurezza perchè le abitazioni in legno vengono attualmente realizzate con elevati standard qualitativi che permettono di star tranquilli sia in caso di terremoti che in presenza di incendi.

Giusto per avere un’idea di quanto siano già presenti sul nostro territorio basti pensare che a Milano già esiste un edificio di 124 appartamenti strutturato in quattro torri di nove piani e diversi hotel costruiti privilegiando il legno e scelte eleganti e di design.

Chiaramente è il nord Europa il luogo di maggiore sviluppo del legno in edilizia con progetti di edifici altri fino a oltre 80 metri.

Ma anche in Italia il legno in edilizia, al momento nicchia di mercato rispetto al cemento armato, dimostra vivaci segnali di evoluzione che potrebbero far recupare un gap al momento molto ampio rispetto alle realtà del nord Europa.

 

© 2018 Stefania Chionna

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