PLASTICA NEL CIOCCOLATO LINDT

Vacillano certezze, ohibò!

Il cioccolato svizzero prodotto proprio nella Svizzera, quella precisa precisa, ci tradisce.

“Plastica nelle barrette Lindt” è il titolo pubblicato da Il Giornale che ha trafitto il cuore di chi, come me, ci ha sempre creduto. Si, fa tanto tanto male. Forse meno della plastica che avremmo ingerito consumando le barrette incriminate …abituati come siamo a farne rifornimento con le bottiglie di plastica sottile e morbida che “proteggono” la nostra acqua cotta al sole!

Facciamocene una ragione. E guardiamo il lato positivo.

Negli ultimi giorni i ritiri di alimenti si susseguono a raffica. Portano via dai nostri supermercati di tutto. Salmonella, plastica, additivi e tanta buona roba che ci contamina da sempre rischia di non arrivare più sulle nostre tavole. Che disastro per noi e pure per l’industria farmaceutica. Inimmaginabile.

Si aggiunga poi, cari miei, che vi è pure un fatto ancor più inquietante! Spariscono sempre gli alimenti più ghiotti. Mai quelli tipici di diete grigiose e tristose. Infatti da poco anche un lotto di salame Citterio se n’è andato, quasi in silenzio, lasciando un vuoto (colmabile) nel reparto frigo del supermercato.

Il lato positivo? “Prova costume, scànsate!” :))

Se volete sorridere vi è il tweet della @gregoriaadorata: lì, se volete farvi del male, troverete pure il link della notizia pubblicata da Il Giornale.

 

@GregoriaAdorata

© 2019 Stefania Chionna

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